DOTT. STEFANO BANDINI

Tel. 351 931 4663

dottorbandini@gmail.com

psicopi studio di psicologia, centro perinatale pisa
psicopi studio di psicologia, centro perinatale pisa

phone
whatsapp

Via Ascoli 1A Ghezzano - Pisa


facebook

DOTT.SSA MIRELLA BALDI

Tel. 351 435 4355

dott.ssabaldi@outlook.it

Lun-Ven: 8.30 - 19.30

 Sab: 8.30 - 13.00 

Su Appuntamento


facebook

phone
whatsapp

PSICOPI, studio di psicologia, centro perinatale è uno spazio professionale dedicato al benessere psicologico. Le prestazioni sono erogate in forma autonoma dai singoli professionisti:  Dott.ssa Mirella Baldi | Iscr. Albo Ordine Psicologi della Toscana N. 8985 | P.IVA 02375530504  e Dott. Stefano Bandini | Iscr. Ordine Psicologi della Toscana N. 8262 | P.IVA 02491330508. 

 

 

   

 

 PsicoPi | © 2026 Dott.ssa Mirella Baldi e Dott. Stefano Bandini. Tutti i diritti riservati.

Il Disturbo del linguaggio nella prima infanzia

2026-06-09 18:03

Dott.ssa Mirella Baldi

SVILUPPO E CRESCITA, genitorialita, linguaggio, neurosviluppo, tappe-evolutive, benessere-bambino,

Il Disturbo del linguaggio nella prima infanzia

Il bambino ha difficoltà con le parole? Il ruolo del pediatra, del logopedista e l'importanza della valutazione per sostenere il suo benessere

Il Disturbo del Linguaggio è un Disturbo del Neurosviluppo che rientra nei disturbi della comunicazione; ha un esordio in fasi precoci dello sviluppo ed è altamente ereditabile. Non è secondario a condizioni mediche o neurologiche e non è una manifestazione sintomatologica di un Disturbo dello Sviluppo Intellettivo o di un Ritardo Globale dello Sviluppo.  

 

Il Disturbo del Linguaggio si manifesta principalmente attraverso difficoltà nell’acquisizione e nell’uso del linguaggio che sono dovute a deficit di comprensione o di produzione del lessico, della struttura della frase o del discorso. Il linguaggio si presenta con caratteristiche che sono quantitativamente e sostanzialmente al di sotto di quelle attese per l’età del bambino e questo conduce a limitazioni funzionali nell’efficacia della comunicazione, nella partecipazione sociale o nelle prestazioni scolastiche. Da un punto di vista relazionale, in risposta a queste limitazioni i bambini possono mettere in atto forme di adattamento mostrandosi, soprattutto in contesti non familiari, molto timidi o refrattari a parlare. Se la compromissione del linguaggio riguarda soprattutto il versante ricettivo la prognosi è generalmente peggiore rispetto al caso in cui la compromissione riguardi principalmente il versante espressivo. In generale, il Disturbo può persistere anche in età adulta, nonostante possano variare i punti di forza e di debolezza nel corso del tempo. 

 

Il Disturbo del Linguaggio si manifesta già nelle prime fasi dello sviluppo (15-18 mesi) tuttavia a causa della grande variabilità individuale nell’acquisizione del linguaggio è difficile stabilire con un certo grado di accuratezza, prima dei tre-quattro anni di età, l’entità del problema e prevederne il decorso. La Diagnosi arriva quindi solitamente intorno ai quattro anni, quando queste differenze individuali si riducono. 


 La Diagnosi è generalmente posta attraverso la collaborazione tra Neuropsichiatra Infantile, Logopedista e Psicologo. Mediante la storia clinica e l’osservazione diretta del bambino, anche attraverso l’utilizzo di test standardizzati, sarà possibile definire nel dettaglio criticità e capacità per poi impostare l’intervento. Il trattamento di elezione è la logopedia individuale ed eventualmente di gruppo. Anche se la diagnosi non viene posta nelle prime fasi di sviluppo è comunque importante che la presa in carico sia tempestiva perché le difficoltà del linguaggio possono condizionare sia la sfera emotiva che relazionale del bambino, il suo confronto e l’interazione con i pari e l’esperienza al nido d’infanzia. Gli interventi indiretti, di tipo psico-educativo, sono attuati attraverso il coinvolgimento dei genitori, e hanno proprio come obiettivo quello di aiutarli a incoraggiare il linguaggio del bambino e a sostenere il suo benessere emotivo. Inoltre, è di fondamentale importanza accertare che il Disturbo del Linguaggio non sia presente in concomitanza ad altri Disturbi del Neurosviluppo (es.Disturbo dello Spettro dell’Autismo; Disturbo da deficit di Attenzione/Iperattività) e che il ritardo nell’acquisizione del linguaggio e le difficoltà linguistiche non siano espressione di altri Disturbi (es. Compromissione Uditiva; Disturbo dello sviluppo Intellettivo).  


Il pediatra è il primo riferimento per poter ricevere un parere ed è colui che può indirizzare la famiglia verso accertamenti e specialisti. Considerata l’alta variabilità individuale nello sviluppo del linguaggio, soprattutto nei primi anni di vita del bambino, il genitore può essere in dubbio sulla possibilità di consultare il medico, poiché la condivisione delle proprie preoccupazioni con i clinici può rendere più concreta la possibilità che possa esserci un problema. In realtà il contatto con il pediatra ed eventualmente con lo specialista potrebbe alleggerire il genitore dal senso di responsabilità, perché consente di rimettere al professionista la comprensione della natura del problema, di essere seguiti nel monitoraggio dell’andamento delle difficoltà del bambino, di essere supportati da eventuali interventi di psico-educazione e rassicurati rispetto alla possibilità di coinvolgere tempestivamente il professionista più idoneo qualora se ne prospettasse la necessità.

 



 

Riferimenti
 

American Psychiatric Association (2013), Manuale diagnostico e statistico dei disturbi Mentali, Quinta edizione - DSM-5, ed. it. Milano: Raffaello Cortina, 2014. 

Caciolo, C., Quarin, F. (2023). Disturbo del Linguaggio, Unità operativa dell’infanzia e dell’adolescenza, in collaborazione con Bambino Gesù Istituto per la salute. Tratto da Ospedale Bambino Gesù: https://www.ospedalebambinogesu.it/disturbi-del-linguaggio-80080/ 

Lingiardi, V., McWilliams, N. (2017). Psychodynamic Diagnostic Manual: PDM-2, New York: The Guilford Press, Tr. It. Manuale Diagnostico Psicodinamico: PDM-2. Milano: Raffaello Cortina, 2018.

I contenuti pubblicati hanno scopo esclusivamente informativo. Non possono e non devono essere in alcun modo utilizzati per porre diagnosi né possono sostituire il consulto con uno specialista regolarmente abilitato all'esercizio della professione (medico, psicologo, psicoterapeuta, etc).