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Le emozioni più difficili del travaglio

2026-06-10 18:47

Dott.ssa Mirella Baldi

PERINATALE, genitorialita, parto-, emozioni, nascita, maternita,

Le emozioni più difficili del travaglio

Paura, ambivalenza e vulnerabilità. Le emozioni più frequenti durante il travaglio, l'importanza della sicurezza e del sostegno in sala parto.

Il parto è un momento carico di ambivalenza in cui dolore e piacere, forza e vulnerabilità si alternano e si sovrappongono per dare vita ad una delle esperienze più potenti della propria esistenza. L'ambivalenza è un sentimento fisiologico, normalmente presente, talvolta difficile da sostenere se non viene riconosciuto e compreso da chi presente in sala parto. Il sentirsi compresi costituisce infatti una validazione, una forma di ristoro che ci permette di accettare e di sostenere quanto stiamo provando in un determinato momento. La donna in travaglio che esprime quello che prova e che lo senta riconosciuto dai presenti è messa nella

condizione di poter trovare una coerenza e una coesione nella miriade di sentimenti che la stanno attraversando. Fra le emozioni che potremmo definire come difficili la paura è sicuramente quella più presente in travaglio, frequentemente attribuita dalle mamme al timore per la propria integrità e a quella del bambino che sta nascendo. La paura tuttavia può nascere per diverse motivazioni, più nascoste e celate, il cui sentimento più estremo e penetrante è riconducibile alla paura della morte, sentimento irrimediabilmente radicato nell'atto del mettere al mondo. Anche le manifestazioni di rabbia sono ritenute comuni, solitamente generate dal senso di vulnerabilità percepito, quando non ci si senta più in controllo della situazione. La nudità fisica ed emotiva a cui la donna è esposta può elicitare sentimenti di vergogna e imbarazzo. La vergogna tuttavia è un sentimento strettamente legato all'immagine che ognuno ha di se stesso e deriva dai propri standard di normalità e di perfezione, dai giudizi che noi stessi formuliamo. Le donne che affrontano il travaglio in maniera passiva e ritirata possono essere state invase da un sentimento di tristezza. La tristezza può essere attivata sia da questioni di rilevanza medica sia da disillusioni, aspettative non realizzate, da tutto ciò che per la donna in quel momento può costituire una perdita o una mancanza. Il modo in cui la donna in travaglio vive e affronta le proprie paure, tollera e vive i propri stati emotivi, è strettamente legato alla sua storia ma anche alle dinamiche relazionali che si creano in sala parto.

 

Gli elementi interni che più di altri influiscono sullo stato emozionale che si andrà a sperimentare in travaglio sono riconducibili alle rappresentazioni che si hanno sulla nascita e il parto, sulla relazione con la propria madre, sulla corporeità e la sessualità e sulla relazione con il partner. Anche le esperienze di vita difficili che in qualche modo hanno a che vedere con il parto e la sessualità possono influenzare il vissuto del travaglio.

 

Nella pratica assistenziale invece è fortemente raccomandato che in sala parto ci sia un sincero interesse da parte di tutti i presenti di curare la relazione e l'interazione con la partoriente per favorire la nascita di quel contenimento emotivo così importante nel creare nella donna la percezione di sentirsi al sicuro, libera disentire e libera di esprimersi.

 

 

 

Riferimenti

Spandrio, R., Regalia, A., Bestetti, G. (2014). Fisiologia della nascita. Roma: Carocci Editore spa

I contenuti pubblicati hanno scopo esclusivamente informativo. Non possono e non devono essere in alcun modo utilizzati per porre diagnosi né possono sostituire il consulto con uno specialista regolarmente abilitato all'esercizio della professione (medico, psicologo, psicoterapeuta, etc).